Mael

« Oh tu lettore, che leggi questi versi, non giudicarmi troppo in fretta.
Sappi che questi sono solo frammenti, frammenti di una vita che, come tutte le cose, ha il lato chiaro e il lato scuro.
Spesso in me è prevalso quello oscuro,
e comunque ricorda,
è il mio cuore, sono i miei sentimenti, e tu, leggendo questi versi, entri nel mio mondo. Se vi entri, vuol dire che l'hai meritato per qualche motivo...
Ti prego non rivelarmi negativamente a chi non lo merita... »

La Morte Dentro

Mi nutro del suo liquido scarlatto, lasciando divorare anche me stessa.
Assaporo ogni centimetro della sua pelle. Non si può vivere senza tale goduria!
Ho sulla lingua il sapore acido della sua essenza, nulla è mai stato così bello.
Il sangue è passione estrema.
Nessuna dichiarazione d'amore è alla pari di questo.
Possono togliermi la vita, ma il suo liquido vitale non oseranno toccarlo.

» » » L'altra me stessa... « « «

Amore&Odio

Amo l’arte in tutte le sue forme, così come il bello, il sublime e la perfezione.
Lasciar viaggiare il mio corpo o la mia mente, scoprire, conoscere.
Ma soprattutto l'istante in cui sgorga la prima goccia di sangue...


Odio la distruzione di ciò che è bello, in particolare la fine inutile di un'esistenza. Non sopporto nessuna forma di spreco.
E detesto, con tutte le mie forze immortali, gli incubi che mi perseguitano: i figli dei fantasmi del mio passato.

Le Mie Letture

Intervista Col Vampiro [ Interview With The Vampire ]
Anne Rice

Scelti Dalle Tenebre [ The Vampire Lestat ]
Anne Rice

La Regina Dei Dannati [ The Queen Of the Damned ]
Anne Rice

Il Ladro Di Corpi [ The Tale Of The Body Thief ]
Anne Rice

Memnoch Il Diavolo [ emnoch The Devil ]
Anne Rice

Armand Il Vampiro [ The Vampire Armand ]
Anne Rice

Merrick La Strega [ Merrick ]
Anne Rice

Pandora
Anne Rice

Twilight
Stephenie Meyer

New Moon
Stephenie Meyer

Eclipse
Stephenie Meyer

Eragon
Paolini

Eldest
Paolini

Arancia Meccanica
Burgess

Triologia Degli Elfi Scuri
R. A. Salvatore

Non sto a scriverli tutti che ci impiegherei troppo.

Le Mie Melodie

Slipknot, Murderdolls, SOAD, Nirvana, Dimmu Borgir, Nightwish, Lacuna Coil, Epica, Guns n'Roses, Within Temptation, Metallica, Ben Harper, Marylin Manson, Tristania, Slayer, Vision Divine, Judas Priest, Iron Maiden, Children of Bodom, Cradle of Filth, Apocalyptica, Korn, Black Label Society, Helloween, Rise Against, Sex Pistols, Zakk Wylde, Ben Harper, Sepultura, Pantera, Dream Theatre, Tool.
E tutto ciò che mi colpisce...

Ultime Preghiere

[†]Desideri da esaudire
[†]Ritrovare LUI, unica essenza e amore della mia esistenza.
[†]...

[♦] Desideri esauditi
[♦]Accettare il mostro che dimora sopito al mio interno.
[♦]...

Loculi

sorsi di sangue

Marcia Funebre

giovedì, 14 febbraio 2008

Una strana melodia riempie l’aria. La città è alquanto affollata stasera. Un sacco di coppiette giravano a braccetto, godendosi la luce degli astri: la luna è stranamente grande. Anche questa sera mi mescolo tra la gente, naturalmente non passo inosservata. Per quanto mi riguarda sono camuffata in modo da non istigare pensieri su l’eventuale natura del mio essere. La mia pelle perlacea, elegantemente coperta da un tessuto nero, poteva essere scambiata per quella di un individuo che soffriva di salute cagionevole. Il mio sguardo era coperto da un paio di occhiali semiscuri, così da mascherare il loro colore dorato.
L’atmosfera è noiosa e presto comincia ad alzarsi una leggera nebbiolina. La mia attenzione scorre sulle sigle illuminate dei locali. Non ci metto molto e mi infilo in un bar di seconda categoria. L’olezzo del fumo mi investe non appena apro l’uscio. L’ombra di un sorriso compare sul mio viso, era il posto giusto. Il tavolo predisposto era verso il muro, in modo da avere le spalle coperte e il viso rivolto per metà nella sala. La cameriera non tara a farsi viva. Una donna sui trentacinque anni, il viso stanco e mal curata, mostrava tutta la stanchezza di uno stile di vita alquanto inadeguato.
«Desidera?» Chiede con voce inespressiva senza sollevare il suo sguardo dal taccuino.
«Solo del vino rosso.» Rispondo piatta.
«Preferenze?»
«Alcuna.»
Sospiro.
Questa annuisce e si allontana con passo celere.
Il vino serve solo per mantenere la mia recita in quel locale, giusto per osservare un po’ la mia vittima. L’uomo che cerco è seduto due tavoli più in là, vicino al bancone. E’ un ragazzo giovane e attraente, il suo viso potrebbe far certo cadere ai suoi piedi molte ragazze, tuttavia aveva un’espressione alquanto distaccata. Davanti a sé i residui di un panino lasciato a metà: presumibilmente la sua cena. Aveva l’uscita di spalle, quindi non ha notato l’avvicinarsi di un uomo al suo tavolo, probabilmente un suo collega di lavoro. La sua espressione al saluto di quest’ultimo diventa per un momento seccata, ma poi è sostituita da una d’educazione. Il discorso mi è perfettamente udibile nonostante la distanza e il frastuono del locale. I soliti discorsi sull’esito dell’azienda, a quanto pare ci sono problemi sulla continuità della ditta: tagli di personale. Il discorso continua per un’altra mezz’ora, fino a che il collega dopo due birre si congeda.
Anche la mia vittima si prepara a pagare il conto. A questo punto verso il contenuto del mio bicchiere nel vaso della pianta al mio fianco e mi alzo. Pago e lascio una mancia cospicua alla cameriera. Sono di nuovo all’esterno, la mia vittima percorre speditamente la via principale fino a raggiungere la vettura parcheggiata in una stradina secondaria. Una BMW grigio metallizzata. Mette in moto e per un attimo sembra di voler scendere di nuovo, poi, dopo aver scosso il capo, si massaggia la fronte e inserisce la prima.
Lo seguo fino al suo quartiere e mi sistemo nascosta dalle frasche di un albero. Lui entra nel palazzo e poi, entrando nell’appartamento, accende tutte le luci. Le tende sono scostate e io mi posso godere la vista senza problemi. Si spoglia e prepara il bagno. Sembra essere da solo.
«Meglio.» Mi rassicuro.
Si chiude in bagno e ci rimane per circa un quarto d’ora, dopodiché esce avvolto in un asciugamano che abbandona sopra un comodino. Davvero un esemplare carino, ha un corpo da invidia. La pelle, ancora calda, emetteva vapore. Dopo essersi infilato l’intimo si lascia cadere nel letto sfinito e l’ultimo gesto prima di addormentarsi fu quello di portarsi vicino al viso la foto di una donna.
Mi gratto la guancia destra infastidita dal passaggio di un insetto, mentre scendo dalla pianta.
La cosa si preannunciava interessante…

Mael Ha ucciso alle 20:38
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giovedì, 07 febbraio 2008

Quella sera come potrei dimenticarla...
La notte in cui la mia vita cambiò in modo doloroso e radicale. La notte in cui Tu mi facesti rinascere a nuova vita. I tuoi occhi grigi brillavano di una luce loro e benché ci fosse l'oscurità più assoluta io riuscivo a vederli, incatenata a quello sguardo di cui non potevo fare a meno.
Ricordo poi solo il dolore del mio corpo che moriva a poco a poco. Tu mi sorridevi pregustando la tua creazione.
Sul mio collo i segni del tuo morso e il mio viso contratto da spasmi e da ansimi: sudavo.
Tu sudavi: eri bagnato di innumerevoli goccioline di sangue. Anche per Te questo passo era stato debilitante.
Così per tutta la notte io gemevo, mentre Tu te ne stavi seduto sulla poltrona bordeaux in stile retrò. Quando tutto finì Ti avvicinasti a me e leccandomi le labbra mi sussurasti di aprire gli occhi e osservare la nuova me stessa.
Lo specchio mi rifletteva, ma non ero più io... Non ero più la piccola e minuta Alice. Non ero più umana!
E ridendo mi ribatezzasti Mael. Ora io Ti appartenevo con ogni molecola del mio essere tenebroso.
Io ti amavo...

Mael Ha ucciso alle 18:07
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lunedì, 21 gennaio 2008

Ricordi....
Una marea che non si arresta e continua ad avanzare.... La gioia e il dolore che diventano un'unica massa inestricabile di sensazioni.
Voglio vomitare!


La polvere intorno a me si alza in una nuvola incolore.

Ci sei? Ci sono? Perché non smetti di nasconderti e mi apri i tuoi pensieri affinché io possa finalmente capire?

Sospiro.

E un'altra sera passa così. Nel Tuo ricordo. Nel Mio dolore.
Voglio ucciderti.

Mael Ha ucciso alle 09:07
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mercoledì, 19 dicembre 2007

Era una sera come le altre quando passeggiavo in quel giardino. Non era tenuto particolarmente bene, tuttavia permeava un fascino misterioso attorno a quelle piante cresciute selvagge.
La luna brillava. Il suo occhio che come al solito controllava tutto. Un sospiro...
«Dove sei? Mi manchi.. Da troppo tempo non ci siamo rivisti... Eppure Noi possiamo vivere per secoli interi, se stiamo attenti. Tu sarai ancora vivo?» Parole tristi, dolci come una melodia decadente.
Che stupida, parlavo di nuovo da sola. Inutile come in tutte le altre notti, il suo ricordo faceva male.
A interromepere quel flusso di pensieri delle voci.
Inopportuno.
Un profumo pesante, quasi fastidioso. Una donna bionda, suono di tacchi. Era alta anche senza aver bisogno di quelle punte. I riccioli le scendevano morbidi attorno al viso e sulle spalle.
Una risata profonda. Un uomo, la voce cavernosa. Probabilmente era ubriaco. Lo erano entrambi.
«Stupidi, allegri, incoscenti umani. Questa sera non sono di buon umore. Andatevene finché siete in tempo ». Parole sussurrate e tuttavia minacciose. Reali.
Seduti su una panchina al luccichio delle stelle, come dovessero riprendere il fiato dopo una lunga corsa. Una statua angelica deturpata mi fissava con il suo sguardo candido. La morte, che sia una soluzione? Perché noi immortali camminiamo legati a questa terra di peccati e libidini? La carne, il sangue sono le nostre catene.
Il caldo era asfissiante, ma la mia pelle manteneva comunque il suo pernenne gelo.
Le voci si erano alzate, di nuovo. Un urlo acuto seguito da un tonfo. L'uomo stava alzando le mani. Stupidi inetti. Era una scena che avevo visto ripetersi un sacco di volte. Ora le stava urlando:  «Avanti puttana! Cosa aspetti? Non lo volevi anche tu?» Si slacciò la cintura mentre con dita grassocce cercava di aprire i bottoni dei pantaloni. «No! No! Ti prego, lasciami andare!» Le parole le uscivano assieme ad un fiume di lacrime, assolutamente inutile.
Ora basta! Ne avevo fin troppo quella sera! LUI non si presentava a me? Bene, sarei partita alla sua ricerca all'istante.
Scesi dalla cima frascosa dove ero nascosta, atterrando senza fare rumore. I due sotto si immobilizzarono all'istante. Non emettevano suono. La donna era troppo sconvolta, mentre l'uomo cercava di mettermi a fuoco. Il cavallo già gonfio tra le gambe.
Schifo.
Mi avvicinai impassibile, strinsi le mie fredde dita sul collo di lui e me ne cibai. Lentamente. Delizioso! Il sangue caldo fluiva nella mia gola come un nettare prelibato. Ah, nulla poptrebbe essere mai paragonato a questo piacere.
Il corpo si accasciò a terra privo di vita, gli occhi sbarrati. Mi voltai verso la donna. «Gr... Grazie!» Balbettava. «Vattene subito.» Le sibilai. Lei si alzò tentennante e si mise a correre in modo incerto sul vialetto del parco. Mi incamminai lentamente, non c'era bisogno di fare in fretta. Avevo tutto il tempo che volevo.
Stump!
Era inciampata di nuovo. Sorrisi: era così patetica. Non mancava più molto. La raggiunsi e le sorrisi, le offrì una mano per aggrapparsi e lei quasti implorante mi afferrò il braccio, ringraziandomi.
L'abbracciai e le baciai il collo. Non un grido, non una parola. Solo il ritmo del suo cuore e il danzare del suo sangue nelle vene. Ah! Il miracolo si stava ripetendo!
Lo sentivo, lo sentivo... Il suo cuore che lottava frenetico contro la morte che lo chiamava. A mano a mano che si avvicinava il momento lui batteva sempre più forte.
Tum!
Anche lei si arrese infine.
Mi asciugai le labbra soddisfatta e mi diressi con calma verso la cripta della chiesa che si affacciava su quel parco.
Per questa sera avevo fatto abbastanza. L'indomani sarei partita alla ricerca di Lui.

Mael Ha ucciso alle 18:28
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